Entro il 31 marzo l’esame dei documenti elaborati dagli intermediari finanziari

Seguendo le «aspettative» di Bankitalia, sotto la lente lacune e interventi previsti

Nuove sfide per gli organi di controllo degli intermediari finanziari, chiamati entro il 31 marzo a verificare il Piano d’azione sui rischi climatici e ambientali. Sempre più consapevole della necessità di un modello di crescita sostenibile, integrato con i fattori Esg (Environment, social e governance), Banca d’Italia ha infatti chiesto agli intermediari di elaborare un Piano d’azione raccogliendo le iniziative per integrare tali rischi nei processi decisionali, negli assetti organizzativi e operativi, nei sistemi di controllo dei rischi, nonché nel “Risk appetite framework” (Raf).

La richiesta è più che attuale: dalla recente analisi svolta da Banca d’Italia su un campione di intermediari non bancari (documento del 10 gennaio 2023) e sulle banche less significant (documento del 24 novembre 2022), anche tramite l’invio di questionari di autovalutazione, è emersa una maggiore consapevolezza della rilevanza della sostenibilità nelle strategie di business; ma anche uno scarso livello di adeguamento alle “Aspettative” elaborate dalla stessa Banca d’Italia, in linea con analoghe iniziative della Bce, nel documento pubblicato lo scorso 22 aprile.

Dal Sole 24 ore del 20/3/2023

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