Gli operatori convogliano i capitali privati verso realtà in salute e di taglia media

A sostenere le numerose operazioni di fusione e acquisizione in Italia è soprattutto il private equity. Dietro moltissime operazioni registrate quest’anno, infatti, c’è la partecipazione e la regia dei fondi di investimento, spesso internazionali, che evidentemente considerano molto attrattivo il nostro Paese. Anche di più rispetto al resto del mondo. Se infatti a livello globale il private equity è presente per McKinsey nel 25% dei deal, per l’Italia questa percentuale sale addirittura all’80% nella prima metà del 2022. E dal Covid ad oggi, le quote di questo segmento sono sempre rimaste oltre il 30% rispetto al corporate.

Dal Sole 24 ore del 28/11/2022

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