Ne gli ultimi 30 anni le regole di Basilea, le indicazioni normative e la moral suasion delle Banca d’Italia e della Bce hanno spinto gli istituti di credito a impiegare metriche di valutazione del merito creditizio basate su variabili di natura prevalentemente quantitativa (soprattutto indici di bilancio e indici di misurazione dell’andamento passato della relazione di fido) e incentrate su valutazioni di tipo automatico.
Numerose e convergenti evidenze empiriche hanno tuttavia dimostrato che tali metriche hanno una efficacia predittiva limitata. In primo luogo perché sono rivolte al passato, mentre ciò che devono misurare riguarda il futuro: quando i valori di bilancio vengono processati è in media trascorso almeno un anno da quando i relativi fatti gestionali si sono verificati. In secondo luogo perché non sono in grado di pesare, se non in misura limitata, gli aspetti qualitativi della gestione e della governance aziendale.
Dal Sole 24 ore del 24/11/2022
